Domani 2 ottobre la decisione sulla Celtic League
Ci siamo, forse. Domani sapremo se la FIR il 18 luglio ha scherzato, oppure se veramente si dimostrerà l’assassino del rugby veneto (e con esso, anche del rugby italiano che potrà essere orfano del suo polmone vitale).
Non siamo troppo sicuri che i dirigenti federali sapranno prendere una decisione certa, per più motivi:
- da un giorno all’altro si dimostrerebbero uomini e non pagliacci;
- finora hanno preferito prendere tutti in giro;
- si troverebbero costretti a scontentare qualcuno;
- rischiano di distruggere in pochi minuti il loro giocattolo (anzi la gallina veneta dalle uova d’oro).
Fatto sta che forse – ripetiamo forse – domani sapremo se sarà confermata o meno l’esclusione del Rugby Veneto dalla Celtic League. E con essa la distruzione economica del nostro movimento sportivo.
In tale scenario ci chiediamo: le società venete sono consapevoli che se la franchigia veneta dovesse essere esclusa, moriranno tutte di povertà entro poco tempo? Hanno preparato un piano B, in caso di esclusione? Sono consapevoli che c’è un’unica soluzione per sopravvivere in tal caso?
Sanno che l’unica soluzione è la creazione di una federazione veneta rugby indipendente da quella italiana? Sanno che il modo migliore per lanciarla è creare da subito la nazionale veneta di rugby? Sanno di avere loro, i dirigenti sportivi veneti, il coltello dalla parte del manico, dato che il rugby è qui?
Tante domande, per dare anche una risposta a Ivan Malfatto, che oggi definisce il Veneto il Galles d’Italia: bene, ci piacerebbe sapere come la prenderebbero i gallesi se definissimo il Galles come il Veneto dell’Inghilterra. Forse allora, mutando i fattori, gli Ivan Malfatto e tutti quelli che insistono nel voler tenere il Rugby Veneto schiavo dell’Italia che lo pugnala, potranno capire che il Veneto sarà come il Galles solo quando, come il Galles ha quella gallese, avrà la propria Federazione Veneta di Rugby, indipendente e sovrana.
Gianluca Busato
Rugby Veneto
http://www.rugbyveneto.org

Le risposte alle domande poste nella seconda parte dell’articolo, purtroppo, sono solo tanti NO. Siamo nella stessa umiliante posizione del 18 Luglio, tale e quale. La politica, che ha spinto vigorosamente in alto anche chi non lo meritava, a Nord-Est ha saputo parlare, spesso a sproposito, solo a giochi fatti, come ho scritto giorni fa. Da generazioni di servi non nascono i padroni.
Ieri sera assistendo al derby tra Treviso e Rovigo pensavo a quale sconfortante futuro ci attenderà se le decisioni rimarranno queste. Più che per una nazionale (da far giocare contro chi?)propenderei per la ri-nascita dei Dogi: tra Treviso-Padova-Rovigo-Venezia ne nascerebbe una franchigia che la Celtic accoglierebbe a graccia aperte!
VITTORIA VITTORIA …..IL VENETO IN CELTIC
DA TREVISO A ROVIGO URLIAMO LA VITTORIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
Le parole di Claudio dimostrano che il Veneto è compatto, contrariamente a quanto berciato per mesi dai nostri calunniatori. Da Padova, Alleluja!
Certo Max!!!
dobbiamo essere uniti da nord a sud per il nostro progetto. Ma Tv ora oltre a non abbassare la guardia deve dividere veramente la posta in maniera equa….Senno’ a che e’ servito tutto cio’???