RSS

Old Rugby Club: passione senza età.

 

Correva l’anno 1982, quando Sir Jeff Butterfield, veterano della nazionale inglese con trascorsi nei Barbarians e nei British Lions, iniziò a porre le basi per quello che sarebbe stato, a Londra nel 1985, il primo di una serie di World Golden Oldies Rugby Festival, ovverosia, tornei di rugby dedicati a tutti quei giocatori non più in età per partecipare ad un campionato ufficiale, ma non per questo rassegnati ad appendere il paradenti al chiodo.

“Old Rugby Club” (o “Veteran Rugby Club”, come direbbero gli inglesi), che potremmo tradurre come passione per la palla ovale che perdura senza età, in ossequio ad un motto che capeggia nel regolamento internazionale e che solo a pronunciarlo fa venire voglia di infilarsi gli scarpini e scendere in campo: “Fun, Friendship and Fraternity (divertimento, amicizia e fraternità).

Molti nomi illustri del passato, certo, ma anche tanti neofiti, stanchi di rimanere a bordo campo a guardar giocare i propri figli, per nulla spaventati dall’idea di subire un placcaggio, posto che, dopo ogni sfida, giunge immancabile il momento della festa e dei banchetti, sudata ricompensa per la fatica sopportata e gli ematomi rimediati.

Sorprende come la realtà veneta, anche in questa categoria over-35, sia particolarmente attiva e prolifica, con un nutrito numero di club operativi ed una congrua offerta di eventi organizzati durante tutto l’anno nel territorio delle venezie. L’edizione 2012 dell’European Golden Oldies Rugby si è, tra l’altro, tenuta lo scorso mese a Trieste, con la partecipazione di ben 41 squadre provenienti da tutta Europa.

E dunque, volendo fare qualche esempio, scopriamo che a Treviso abbiamo due squadre: il “Vecio Rugby”, composto da ex giocatori del Benetton, e gli “Old Ruggers” della Tarvisium, mentre a Venezia ci sono “Le Mummie”, attive dal 1989. A Verona, naturalmente, ci sono i “Cangrandi”, ed a Vicenza non potevano che esserci “I Quatro Gati”. Gli old di Padova sono i “Petrarchi”, ma sempre in ambito patavino troviamo le “Ombre Rosse”, club rugbistico apprezzato soprattutto per le doti canore sfoggiate dai giocatori durante i terzi tempi. Ed ancora, i “Fossili Dolomitici” di Belluno, gli “Old Bridge” di Bassano del Grappa, i “Veci del Rugby” a Rovigo, ed infine “l’Armata Brancaleon” di Mirano, che quest’anno ha rappresentato Venezia nella sfida delle Repubbliche Marinare, tenutasi a Napoli, battendo Genova, Pisa ed Amalfi.

Intendiamoci: qui si gioca duro. Non si tratta di rugby al tocco, ma di rugby vero e genuino, dove le “pacche” vengono parzialmente mitigate da un regolamento che contiene un certo numero di accorgimenti, come ad esempio l’assenza di spinta nelle mischie chiuse (mischia “no -contest”), il divieto di calciare fuori dalla linea dei propri 22mt, ed una comprensibile minor durata degli scontri.

Interessante, poi, è la scelta di associare l’età del giocatore al colore dei pantaloncini indossati, ed evitare così che qualche giovanotto appena inserito nella categoria possa nuocere a chi ha 30 anni più di lui. Compiuti i 60 anni, il giocatore indossa pantaloncini rossi, e non può essere placcato, ma solo bloccato. Dai 65 ai 69 i pantaloncini diventano color oro: nessuno può toccarlo, ma solo ostacolargli la corsa ponendosi innanzi a lui a braccia aperte.

Infine, se vi capitasse di vedere in campo un signore con dei pantaloncini color viola addosso, sappiate che quel signore ha varcato la soglia dei 70, e dunque, in virtù del rispetto che gli è dovuto, sarà lasciato libero di correre e segnare.

Davide C.F.
Abbiamo pubblicato con grande entusiasmo questo stupendo articolo di Davide, che inaugura una nuova straordinaria sezione di Rugby Veneto. Siamo convinti che vi siano grandi potenzialità anche editoriali per il nostro sport più amato e l’estate 2012 segnerà un’importante fase di rilancio e di ampliamento dei collaboratori per la nostra iniziativa.