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Celtic League: per il Veneto vere speranze, o amare illusioni?

Alla vigilia delle decisioni irrevocabili si alternano le emozioni per i tifosi del rugby veneto, mentre ci chiediamo se qualcuno non giochi contro di noi con le carte truccate

carte-truccateL’estate degli scandali federali italici che oggi volge al termine per lasciare spazio all’autunno del rugby – speriamo non in senso metaforico! – ha determinato una sicura presa di coscienza nella consapevolezza della forza del rugby veneto.
Sicuramente dal 18 luglio scorso si è determinata una situazione nuova, che vede emergere con forza gli interrogativi sul futuro del nostro movimento rugbystico. Tutta ruota attorno alla decisione finale che sarà presa sulla partecipazione della franchigia veneta alla Magners Celtic League 2010-11.
Due sono le ipotesi: o ci sarà la Benetton Treviso, allargata alla partecipazione di tutte le realtà venete (e magari anche con un nome evocativo della coscienza nazionale veneta: i Dogi, Venetia, Serenissima, per fare qualche esempio), oppure sarà tagliato fuori dal rugby che conta tutto il Veneto. Tertium non datur. [...continua] Dal 18 luglio si sono succedute grandi manovre in attesa del responso finale, che per ora hanno ottenuto l’effetto di tenere nel congelatore diplomatico la vergognosa decisione della federazione italiana rugby. A seconda della decisione finale che sarà presa, emerge però un dato di fatto.
Noi Veneti rappresentiamo grossomodo metà del movimento rugbystico italico. Non si capisce quindi perché per rappresentare i nostri interessi dobbiamo essere uniti al 100%, perché se c’è anche solo un 10-20% di rappresentanti veneti che non sono compatti nel prendere decisioni, ci rimette TUTTO il rugby veneto.
Perché allora se siamo il 50% del rugby, l’80% dei nostri rappresentanti non è in grado di prendere la quota parte che ci spetta, che fatti i conti (80% x 50% = 40%) sarebbe un 40%? Al di là delle cifre, che sono approssimate per far capire il concetto, è evidente che qualcosa non funziona. Perché, per esempio, nel consiglio federale del 18 luglio scorso è ACCERTATO che almeno l’80% dei nostri rappresentanti fosse compatto. Ma non abbiamo ottenuto nulla…
Perché allora noi veneti dobbiamo regalare all’Italia il 100% del nostro movimento a livello internazionale, per non ricevere nulla? E perché ancora dobbiamo fare una fatica del diavolo per ottenere il minimo che ci spetta? E perché se chi manovra la FIR, con un paio di stipendi garantiti a qualcuno dei nostri, magari, a pensar male, tiene in scacco l’intero rugby veneto?
Beh, la nostra opinione è che ciò avviene perché all’interno del rugby italiano si gioca con le carte truccate. Le carte del parassitismo, purtroppo presente anche nello sport, ai danni di chi contribuisce a fare grande il movimento rugbystico.
Allora, se le cose stanno così, forse a noi veneti conviene gestirci il nostro rugby da soli, perché ne faremo uno sport più sano e potremo difenderlo al meglio. Celtic o non celtic league.

Rugby Veneto

http://www.rugbyveneto.org


3 Comments Add Yours ↓

  1. Anafesto #
    1

    Spero vivamente che venga messa una pezza a questo scempio. Spero altresì che la Benetton possa mettere da parte una parte del proprio “senso di superiorità” (che è una delle cause) per dare un nome “veneto” alla partecipazione alla celtic. Spero anche che cresca la sensibilità per il pubblico: sono abbonato e le iniziative riservate ai più fedeli sono… zero. Comunque… spero!

  2. Massimo #
    2

    Giusto. Se poi gli altri team veneti continuano (molti l’hanno già fatto) a dire chiaro e forte che si accodano alla capofila Benetton e che ldanno tutto il loro appoggio, meglio ancora.

  3. Arrapao #
    3

    Ho l’impressione che la IRB, non ammetterà nessuna selezione Italiana. Comunque spero di sbagliarmi.


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  1. Rugby Veneto 21 09 09

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